La piccola rosa

 
L’ho tagliata con dispiacere,
 
bella e al sole si beava,
ma era per te.
Nella mano ho sentito fremere
 
la vita che in lei pulsava,
 
ma era per te.
 
La fresca giovinezza per vivere    
                                   
mentre la rosa agonizzava,
 
ma era per te.                   
                                                                                                                                                                             
A.P.

Il vento


Il tuo sorriso
è  vento
che solleva
le foglie morte
dei ricordi,
 
scoprendo
 
le ultime
 
illusioni.
 
a.p

TI AMO


Ebbene si, ti amo.
Come la farfalla il fiore,
il fiore il sole,
il sole la vita
a cui da calore,
e la morte la vita
che prende
e porta con sé.
Ebbene si, ti amo.
Amo il tuo volto,
gli occhi grandi,
timidi e provocanti.
Amo i tuoi fianchi sottili,
le spalle stupende e lisce
ed il bacino, splendido porto,
dove si spengono gli affanni.
Ebbene si, ti amo.
Ma benché desideri
e sogni, di sentire
i nostri sospiri procedere all’unisono
nell’atto che completa l’amore,
conscio di quello che siamo,
posso liberamente offrirti
solo due parole: ti amo.
 
A.P.

Fiat lux


Il tuo  seno aspetta

la mia mano.

Preludio

della luce e

della vita che

verrà

dopo il piacere

infinito.

A.P.

CAMMINARE


Cammini sotto il sole.
Ti guardo.
Tale è la grazia con cui
il corpo si muove
che non ti stacco
gli occhi di dosso.
Ti immagino
come non dovrei.
Questa impudicizia
mi rende vivo
e vola
nel mio cielo
la tua farfalla.

A.P

ANCORA LA PANCHINA


Vicini,
seduti sulla panchina,
ho visto nei tuoi occhi
timidezza e insicurezza,
possibile!
Solo tu saprai dirmi
se ho sbagliato,
ma non vorrai.

A.P.

il piacere

Naufrago,
sul lido dei tuoi pensieri.
Incosciente assaporo
il piacere.
Il timbro suadente
della voce
risveglia
il desiderio.
Mi perdo
in una carezza.
Piacere morbido,
fresca giovinezza,
mito della bellezza.

a.p.

Silenzio

Perdonami per aver cercato
di scaldarmi al tuo fuoco.
La lacrima che cade
è disperazione.
Se potessi ucciderei l’illusione
del cuore e della mente
e costruirei un monumento mostruoso
alla stupidità del maschio.
Anche l’uragano di furore
che grida ancora il tuo nome,
alla fine si placherà
e non rimarrà
che un mucchio di foglie orribili.
Ho deterso le mani peccatrici
dal tuo odore di donna,
esiliato in perpetuo il sogno
e nel mare deserto
non vola più il gabbiano.
Solo si sente, assiduo,
il rumore della risacca,
altrimenti è silenzio.

Immagini

Ho immaginato di toccarti,
ho immaginato il tuo piacere
e la tua sorpresa
per il gesto.
Immagini dell’amore,
connubio delle anime , caldo,
felicità
per il mio mondo
spettrale,
ma solo immagini
senza grida.

Non è la stessa cosa

Mi manchi,
non è la stessa cosa
che ci sia tu
o un’altra.
Dove il sorriso,
i neri capelli
da scompigliare
e la tua voce
che legge?
Vento fresco
per il mio volto
che ti guardava
sognante.
Ora la panchina
è vuota.
Manchi al paesaggio,
al mio egoismo.
Rosso è il cielo;
umida è la noia,
preludio
dell’eternità.
.


A.P.

qualcosa di più

Sei qualcosa di più
di quel che volevo;
più di un sogno
che avevo nella mente,
sei splendidamente
donna.
Nel sonnolento paese
che mi ospita
vado cercando
il tesoro
che la fantasia
ti donerà,
per una vita
piena della passione
che ogni giorno ti offro.
Tu vuoi però,
qualcosa di più
ed il mio desiderio
mai si placa
ed il mio passo,
stanco,
mai si ferma.

a.p.
Compleanno


Un tavolo, una rosa,
una candela, un sorriso;
leggera è la prosa
per la beltà d’un viso.
Il tempo scivola
sulla tua pelle d’oro;
mai sarai sola,
un’amica è un tesoro.
Donna sognata,
nell’amor desiderata,
per te i poeti canteranno:
AnnaMaria buon compleanno


A.P.

malinconia

Malinconia


Malinconia al tramonto
in riva al mare.
Seduto sulla spiaggia
aspetto…
Sulla scia di una vela
un gabbiano cerca felicità.
Un pescatore si avvia sul molo.
È notte.
Nessun passo lieve
ha violato la sabbia.
Sul bagnasciuga l’onda
arriva veloce
e se ne va lenta
cancellando il tempo.
Occhi aperti, nel buio
immagini e ricordi.
Una luce sul mare,
la nave, andiamo.
Finalmente Itaca.


A.P.
Tristezza


Tristezza e desiderio
di tenerezza;
di sentire sul volto
la tua mano che dice :
ho fiducia in te.
Ed il frutto più bello
del mio giardino,Amore,
sarà tuo.
Un sorriso
e svanirà l’affanno del tempo
dal mio viso.
Fiorirà il tuo nome
sulla mia bocca
come una rosa selvatica
profumata e romantica
che lascerai cadere
e che raccoglierò
con dolcezza come fosse
il tuo corpo tenero e lieve.
Questo sarà domani,
perché oggi non verrai
ed ho il terrore, per quello
che sarà “domani”.


A.P.
Il gabbiano

Soffia il vento impetuoso.
Vola il gabbiano, alto sul mare,
dispiegando le lunghe ali.
Dalla spiaggia guardo
lo spettacolo dei suoi ghirigori
quasi ci fosse, invisibile,
una pista nell’aria.
E mi prende la nostalgia del tempo
perché so di aver già visto quel volo.
Quando i miei occhi guardavano lontano,
il mio sorriso era un sorriso,
i miei capelli neri
e tutti,
dei o maghi, mi predivano
brillante futuro,ricchezze, amori.
Oh, dove sei Dio di tutti gli uomini
in Afghanistan, forse in Palestina,
oppure in Africa dove muoiono di fame
migliaia di bambini!
Io sono qui, solo,
con i miei capelli bianchi
ed i miei sogni infranti.
Aspettando.


A.P.
Estate


I tuoi occhi si abbinano
al mio malinconico tramonto.
Vorrei vederti ,
su una spiaggia antica,
nuda, nel sole d’agosto.
I neri capelli sparsi,
gli occhi socchiusi,
il corpo d’oro mischiato
con la sabbia.
Un ginocchio dolcemente reclinato,
la mano, sul pube,
copre per non coprire.
Io vicino a te.
La bocca arsa dal desiderio,
negli occhi la favola che sei.
Una carezza.
Un brivido corre sulla pelle.
Granelli di sabbia cadono,
lisciando i fianchi.
Sensualità e lascivia
nell’ora del ricordo.


A.P.
Se fossi Gesù

Se fossi Gesù
vorrei morire a Bagdad;
su una croce americana
per compiacere gli uni,
su una croce sannita
per compiacere gli altri.
Se fossi Gesù
vorrei morire
in una mensa, tra i soldati,
straziato da un mortaio iracheno
o per strada colpito,
inconsapevole, da una raffica U.S.A..
Se fossi Giuseppe
prenderei mio figlio, Gesù,
e andrei a vivere nel deserto
tra le tentazioni del diavolo,
ma lontano dagli uomini.


A.P.

gli ultimi versi

Se sono gli ultimi versi
che ti scrivo
vorrei che fossero sereni.
Privo del tuo sorriso,
dei tuoi occhi,
ma soprattutto del tuo odore
di donna sensuale,
cado in depressione.
Grazie
per le sensazioni,
per i ricordi che ho
e per i castelli che,
con questi, costruirò.
Bimba,
buon compleanno,
non in rima,
ma con il rimpianto
nel cuore.
La tua voce
melliflua
chiama il sogno.


A.P.

bella

Eri bella ieri sera.
Il tuo sorriso,
spuma del mare,
mi ha colpito
come un uragano,
come una gioia
che solleva l’anima.
Non sapevo se volare,
o darti il mondo
che tenevo chiuso
in una mano.
Una sensazione,
un attimo irripetibile
di un amore vano.
Solo le parole rimangono.
Eri bella ieri sera.


A.P.

poesia

Una carezza.
La mano sfiora la guancia.
Vicino a te, la vita.
È delizia la persona,
il sorriso illusione.
Le parole scivolano
in questa solitudine
romantica.
Il mare, la giovinezza
l’estate mi mancano,
il tuo ricordo m’assale.
È desiderio di felicità,
sentire il riserbo
sciogliersi in te.
Amarti è poesia.


A.P.